In Il grande dio Pan, Arthur Machen intreccia il racconto scientifico, il mistero e l’orrore metafisico in una delle opere più sconvolgenti della letteratura moderna. Tutto comincia con un intervento audace e sacrilego, concepito per spalancare alla mente umana le porte di una realtà nascosta. Ma ciò che attende oltre il velo non è conoscenza: è l’abisso.
Tra testimonianze frammentarie, morti inspiegabili, apparizioni inquietanti e segreti indicibili, Machen costruisce una discesa vertiginosa nel perturbante, dove il confine tra umano e disumano si fa sempre più incerto.
Classico fondativo del weird e dell’orrore soprannaturale, Il grande dio Pan conserva intatta la sua forza di fascinazione e scandalo: un testo visionario, oscuro e seducente, capace ancora oggi di inquietare nel profondo.
Arthur Machen (Caerleon, Galles, 1863 – Beaconsfield, 1947) è uno dei grandi maestri della narrativa fantastica e dell’orrore tra Ottocento e Novecento. Cresciuto nel paesaggio e nelle leggende del Galles, visse a lungo a Londra, dove lavorò come giornalista, traduttore e autore. La sua scrittura unisce suggestione gotica, simbolismo e un senso acuto dell’“invisibile” che si nasconde dietro il quotidiano: nelle sue pagine l’orrore non esplode, ma si insinua, come una rivelazione che la mente fatica a contenere. Tra le opere più note figurano Il grande dio Pan, The Inmost Light, The Three Impostors e i racconti raccolti in The House of Souls. Considerato un autore di culto, Machen ha influenzato profondamente la weird fiction e l’horror moderno.